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Mousse di zafferano e panna cotta alle rose con croccante alle mandorle

Quando si dice, sperimentare! Mi sono interstadita per preparare questo dolce, perché volevo preparare qualcosa di assurdo per la festa della mamma, ma purtroppo il giorno stesso, la ricetta era uscita male e quindi non ho presentato nessun dolce: ovviamente non mi sono fatta prendere dallo scoramento e ho continuato a sperimentare, cambiando ricetta, cambiando le quantità e pesandole con la massima precisione, fino a riuscire ad ottenere quel che volevo!

Che, tra l’altro, questa ricetta ha avuto la fortuna di avere ancora il frullatore 😄

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Muffin al sambuco (con fiori e sciroppo)

Dopo aver urlato ai quattro venti il mio amore per quest’albero, non dovevo provare a fare qualche esperimento? Ovvio. Giovedì si è rotto il frullatore mentre stavo tentando di fare una ricetta per i sani venerdì (ovviamente) e, visto che ero nervosa, ho deciso di preparare un dolce: con cosa? Ovviamente con lo sciroppo di sambuco e con i nuovi fiori raccolti per fotografarlo!

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Sciroppo di fiori di sambuco

Dopo forse troppi anni e – soprattutto – una passione smodata per l’albero di sambuco, ho provato questa ricetta. Per troppo tempo sono stata a guardare da lontano questo meraviglioso arbusto, a giocare a fare la pastina con i suoi fiori perché mia madre mi mentiva: nooo quella pianta è velenosa, non si mangia! E invece no! Si mangia… E anche tutta, perfino la corteccia, mah sshhh, oggi parliamo dei fiori! Ebbene si, quei meravigliosi ombrellini bianchi, con piccoli fiorellini a forma di tante stelline sono utilizzati in cucina per preparare questo delizioso sciroppo, che io ho bevuto per la prima volta quest’anno, a Pasqua, in Calabria. La ricetta, però, mi arriva dal Nord, precisamente me l’ha passata Libera (<3) a cui devo un vaso di sciroppo perché LO AMO. Penso di essermi perdutamente innamorata di questa bevanda!

Io ho dimezzato le dosi perché non ero sicura di trovare l’acido citrico (cosa che, effettivamente, è successa: un’impresa ardua), ma ovviamente voi le potete raddoppiare per avere la sua ricetta 😀

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Voglia di picnic: merendine con crema alle mandorle

Quando ho letto il tema di questo mese, i picnic, devo essere sincera: sono andata in panico! Per fortuna è venuto subito in soccorso Macchia, il mio fantastico cane fotogenico che ha iniziato a mettersi in posa nelle mie fotografie – ora con una zampetta, ora con il muso – ed è riuscito a farmi venire una bella idea: perché fermarsi al picnic all’aperto? Facciamo entrambe le cose! Ed è così che su Pinterest ho cercato la parola “indoor” accanto a “picnic” e ho scoperto che in giro ci sono un mucchio di idee bellissime per quando fuori piove o fa freddo, ma la voglia di mangiare su una coperta al sole è tanta!

Inoltre, tra gli ingredienti da usare c’era la farina di mandorle: e quale occasione migliore per usare sia la farina che le mandorle inviatemi da Nico di Dispensa dei tipici?

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Pardulas – dolci sardi di Pasqua

Una mia amica sarda, precisamente di Dorgali – in provincia di Nuoro -, ha risposto con entusiasmo alla mia richiesta di ricette tradizionali per Pasqua, inviandomi un sacco di immagini da un suo librone di famiglia. Tra queste, quella che mi ha attirato di più, soprattutto dalle foto, erano queste pardulas. A parte il nome – fighissimo! – mi sono innamorata di loro perché gli ingredienti sono molto simili a quelli della pastiera, e quindi ho stradeciso di provarla 😀

Ecco la mia campana – sarda ricetta delle pardulas (o casadinas!): le mie sembrano tante piccole tartarughe col guscio, vero?

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Treccia al cioccolato, per la Pasqua multietnica

Questo dolce m’ha visto bestemmiargli addosso tutte le lingue che studio, ma quando finalmente ho capito come si fa… E chi mi ha fermata più! Poi mi sono anche ricordata che questo dolce viene preparato per la Pasqua in alcune zone e sono andata subito a leggermi la storia: nella forma che gli ho dato io è tradizionale nella Pasqua ebraica, con una forma tortosa è invece usato in Ucraina, Bulgaria e Romania.

In questo periodo, un dolce multietnico è quel che ci vuole. Per me è stata una vera e propria illuminazione scoprire tutti i luoghi dove questa treccia viene preparata, perché mi viene sempre da pensare che il cibo sia universale e portatore di qualcosa e, in questo caso – spero -, di tanta pace. Voi con chi vorreste dividere questo dolce?

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Ciambellone alla farina di riso, arancia e zenzero – Giornata mondiale dedicata all’autismo

Quando leggo i suoi articoli, mi commuovo sempre, perché la passione che ci mette nel descrivere le sue esperienze è così dolce e sincera che non si può fare a meno di pensare a quale persona meravigliosa si nasconda dietro quelle parole. Sto parlando di Milena. Lei sta cercando di portare consapevolezza di un problema che quasi nessuno conosce (devo essere sincera, prima di conoscerla, nemmeno io ero così informata sulla situazione): l’autismo. Mi ha convinta con pochissimo, è bastata una mail in cui mi chiedeva di “invadere” il web con un’onda blu e io ho deciso di accettare subito! Ovviamente, avendo io un blog di cucina, la mia idea è stata inizialmente quella di creare qualcosa di blu ma, poi, ho deciso di ricreare un dolce che lei ha condiviso con suo nipote. Alla fine, la mia scelta è ricaduta su una torta, precisamente un ciambellone, a cui lei ha dedicato un racconto semplicissimo: una passeggiata di un nonno con un nipote speciale. Di nuovo vi dirò, mi sono emozionata tantissimo leggendo quell’articolo e ho deciso che quella sarebbe stata la ricetta che avrei provato per questa giornata!

Tornando all’argomento principale, preferisco che sia lei a parlarvi di tutto questo, lasciandovi il link al suo articolo su questa giornata e invitando tutti voi a prendervi un minuto per leggerlo o, almeno, a informarvi su internet: abbiamo tutta questa tecnologia a portata di mano, bastano pochissimi secondi per avere accesso a tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno 🙂
E io faccio quello che so fare meglio, convincervi con una buona fetta di dolce… In blu!

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Cookies all’avena e mirtilli

Quando hai una zia che non ama particolarmente i dolci, ma tu sei una nipote orribile e mangi lo zucchero direttamente dallo scatolo, quella povera donna deve ingegnarsi per farti la colazione quando vai a trovarla. E mia zia, che è un piccolo (perché è piccolina!) mostro in cucina, ha trovato questi biscottini su una rivista e me li ha preparati: io ovviamente le ho rubato la ricetta e l’abbiamo rifatta assieme per metterla sul blog! Va detto che lei mi guardava solo e dava ordini, secondo me era felicissima che qualcuno cucinasse al posto suo!

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Zeppole al forno

Le zeppole, sono il tipico dolce per la festa di san Giuseppe. Ci sono varie ipotesi sull’invenzione di questo dolce, riferita sia alle suore di San Gregorio Armeno sia a quelle della Croce di Lucca, sia a quelle dello Splendore, tutte a Napoli. La prima ricetta scritta risale al 1837, nel trattato di cucina napoletana di Ippolito Cavalcanti. Nella tradizione napoletana esistono due varianti di zeppole di San Giuseppe: fritte e al forno. La ricetta di quelle fritte è già sul blog, ma quelle al forno non le ho mai provate e quale occasione migliore di questa?

Ho provato un sacco di varianti, sia per la pasta che per la cottura, girando un po’ sul web, ma sono uscite tutte male. Ma per fortuna esistono i libri! Sfogliando un libro di mia madre sulla cucina napoletana, ho trovato una ricetta con una spiegazione meravigliosa sia per quanto riguarda l’impasto che la cottura e, infatti, sono uscite buonissime *-*

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Tiramisù al pistacchio

Oggi è una giornata speciale e voglio fare una bella dedica: mia nipote compie un anno! Sembra ieri che mia sorella chiamò per darmi la notizia 🙂 però, questa data per me era già importante da ben 16 anni: eh sì, oggi è nata anche la mia adorata cuginetta francese! Quindi, visto che la bimba grande mi ha esplicitamente detto “mi fai una ciccia bomba per il mio compleanno :)” e visto che non so i km che ci separano – ma sono davvero molti – le ho fatto un dolce virtuale! Ovviamente la sua richiesta verrà esaudita appena riusciremo a vederci, ma tranquilli che di “cicce bombe” fatte da me ne ha mangiate parecchie, ho anche mandato all’aria un anno della sua dieta in meno di 15 giorni!

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