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Gnocchetti sardi (malloreddus) – Ricetta base

Oggi ho pensato di stuzzicare un po’ l’interesse con una ricetta base. Si tratta, precisamente, di una ricetta sarda. Stavolta non arriva da nessuna amica, ma da un libro che ha comprato mia madre lo scorso anno, quando lei e papà sono andati in vacanza sull’isola. Il libro è davvero particolare, è stampato sul cartone e carta riciclata, davvero bellissimo, da un odore particolare e con i disegni fatti tutti a mano: meraviglioso! Le ricette sono scritte sia in sardo che in italiano e guardandole capisco perfettamente perché il sardo sia una lingua a parte!

Il libro potete vederlo in foto, ma si chiama “Sardegna a Tavola”, di Raffaele Balzano.

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Muffin al sambuco (con fiori e sciroppo)

Dopo aver urlato ai quattro venti il mio amore per quest’albero, non dovevo provare a fare qualche esperimento? Ovvio. Giovedì si è rotto il frullatore mentre stavo tentando di fare una ricetta per i sani venerdì (ovviamente) e, visto che ero nervosa, ho deciso di preparare un dolce: con cosa? Ovviamente con lo sciroppo di sambuco e con i nuovi fiori raccolti per fotografarlo!

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Sciroppo di fiori di sambuco

Dopo forse troppi anni e – soprattutto – una passione smodata per l’albero di sambuco, ho provato questa ricetta. Per troppo tempo sono stata a guardare da lontano questo meraviglioso arbusto, a giocare a fare la pastina con i suoi fiori perché mia madre mi mentiva: nooo quella pianta è velenosa, non si mangia! E invece no! Si mangia… E anche tutta, perfino la corteccia, mah sshhh, oggi parliamo dei fiori! Ebbene si, quei meravigliosi ombrellini bianchi, con piccoli fiorellini a forma di tante stelline sono utilizzati in cucina per preparare questo delizioso sciroppo, che io ho bevuto per la prima volta quest’anno, a Pasqua, in Calabria. La ricetta, però, mi arriva dal Nord, precisamente me l’ha passata Libera (<3) a cui devo un vaso di sciroppo perché LO AMO. Penso di essermi perdutamente innamorata di questa bevanda!

Io ho dimezzato le dosi perché non ero sicura di trovare l’acido citrico (cosa che, effettivamente, è successa: un’impresa ardua), ma ovviamente voi le potete raddoppiare per avere la sua ricetta 😀

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Fusilli al pesto di alici

Bentornati su questo blog, ormai vacanziero! Com’è andato questo lungo ponte? Per me molto bene 🙂 e il prossimo ci sarà il Comicon, quest’Aprile è pienissimo di impegni! Ed è bello quand’è così, sono super contenta quando ho qualcosa da fare 😀 quindi con cosa posso lasciarvi? Con una ricetta che si prepara in pochissimo, perché se avete necessità di scappare subito a prendere il treno, non avete il tempo di mettervi a preparare cose troppo laboriose e lunghe: con questa ricetta, però, avrete comunque un piatto buonissimo, degno di uno chef! L’idea è di mia madre, ma solo l’idea, perché lei – come mia sorella – odia le alici, quindi ho dovuto preparare io il pesto per me e papà, che siamo gli unici due che apprezzano questo pesciolino!

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I sani venerdì: frullato di avocado e banana

Ma vi rendete conto che già è arrivata Pasqua? Quindi, in attesa del faraonico pranzo che – penso – tutti mangeremo, c’è bisogno di depurarsi un po’, no? Quindi ecco perché mi sono SACRIFICATA e ho deciso di provare questo fantastico spezzafame: in realtà potete berlo anche prima di fare attività fisica (nel mio caso, prima di andare in piscina!) o come colazione.

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Treccia al cioccolato, per la Pasqua multietnica

Questo dolce m’ha visto bestemmiargli addosso tutte le lingue che studio, ma quando finalmente ho capito come si fa… E chi mi ha fermata più! Poi mi sono anche ricordata che questo dolce viene preparato per la Pasqua in alcune zone e sono andata subito a leggermi la storia: nella forma che gli ho dato io è tradizionale nella Pasqua ebraica, con una forma tortosa è invece usato in Ucraina, Bulgaria e Romania.

In questo periodo, un dolce multietnico è quel che ci vuole. Per me è stata una vera e propria illuminazione scoprire tutti i luoghi dove questa treccia viene preparata, perché mi viene sempre da pensare che il cibo sia universale e portatore di qualcosa e, in questo caso – spero -, di tanta pace. Voi con chi vorreste dividere questo dolce?

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I menù fuori casa: Buddha Bowl

Quando ho sbirciato questa ricetta su instagram, ho subito chiesto cosa fosse alla persona che l’ha preparata: sto parlando di Silvia, del blog A frenchie in my kitchen! Lei è stata gentilissima e mi ha fatto fare una scoperta meravigliosa, una cosa che – ho scoperto poi – va molto di moda ultimamente, ma è davvero buonissima ed è utilissima per chi mangia spesso fuori casa: infatti, si tratta di creare un pasto completo e sanissimo con sempre gli stessi elementi: carboidrati, proteine e vitamine.

Il giorno in cui ho preparato questa Buddha Bowl per la prima volta, penso di aver avuto una giornata sfigatissima: la macchina non parte, corro a svegliare mio zio per farmi portare a prendere il treno, treno che non parte e sono costretta a prendere il pullman. Quindi arrivo in ritardo a lezione, ma fortunatamente era la lezione ad essere in ritardo: entro e non ci sono abbastanza computer per la simulazione della prova! Il computer che divido con la mia collega ha il microfono non funzionante, quel giorno a Napoli c’era Salvini e si sentiva un macello da fuori per la gente che protestava per non farlo entrare in città (tra l’altro, maledetti voi e loro, mi avete fatto perdere un’ora nel pullman perché si è dovuto girare mezza città solo per arrivare alla stazione!!!) ma, una volta che mi sono seduta sul pullman per tornare a casa, c’era lei: la mia Buddha Bowl ❤

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Ciambellone alla farina di riso, arancia e zenzero – Giornata mondiale dedicata all’autismo

Quando leggo i suoi articoli, mi commuovo sempre, perché la passione che ci mette nel descrivere le sue esperienze è così dolce e sincera che non si può fare a meno di pensare a quale persona meravigliosa si nasconda dietro quelle parole. Sto parlando di Milena. Lei sta cercando di portare consapevolezza di un problema che quasi nessuno conosce (devo essere sincera, prima di conoscerla, nemmeno io ero così informata sulla situazione): l’autismo. Mi ha convinta con pochissimo, è bastata una mail in cui mi chiedeva di “invadere” il web con un’onda blu e io ho deciso di accettare subito! Ovviamente, avendo io un blog di cucina, la mia idea è stata inizialmente quella di creare qualcosa di blu ma, poi, ho deciso di ricreare un dolce che lei ha condiviso con suo nipote. Alla fine, la mia scelta è ricaduta su una torta, precisamente un ciambellone, a cui lei ha dedicato un racconto semplicissimo: una passeggiata di un nonno con un nipote speciale. Di nuovo vi dirò, mi sono emozionata tantissimo leggendo quell’articolo e ho deciso che quella sarebbe stata la ricetta che avrei provato per questa giornata!

Tornando all’argomento principale, preferisco che sia lei a parlarvi di tutto questo, lasciandovi il link al suo articolo su questa giornata e invitando tutti voi a prendervi un minuto per leggerlo o, almeno, a informarvi su internet: abbiamo tutta questa tecnologia a portata di mano, bastano pochissimi secondi per avere accesso a tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno 🙂
E io faccio quello che so fare meglio, convincervi con una buona fetta di dolce… In blu!

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I sani venerdì: merluzzo con verdure

La ricetta di oggi mi ricorda tanto un pranzo da studenti universitari: frigo vuoto, tanta inventiva e buon risultato! Beh 🤔, in effetti sono una studentessa universitaria, quindi questa ricetta ci sta tutta! Ma voi sapete che anche con il frigo che piange miseria, potete preparare sempre un piatto sano e gustoso? Questa ricetta ne è la perfetta dimostrazione, ha tutto quello che serve per un pasto completo, senza perdere in gusto e, soprattutto, in salute: i sani venerdì alla riscossa!

Stavolta, la lista delle proprietà positive degli ingredenti è lunghissima! Vi assicuro che ci sarà da restare a bocca aperta 😀

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Zeppole al forno

Le zeppole, sono il tipico dolce per la festa di san Giuseppe. Ci sono varie ipotesi sull’invenzione di questo dolce, riferita sia alle suore di San Gregorio Armeno sia a quelle della Croce di Lucca, sia a quelle dello Splendore, tutte a Napoli. La prima ricetta scritta risale al 1837, nel trattato di cucina napoletana di Ippolito Cavalcanti. Nella tradizione napoletana esistono due varianti di zeppole di San Giuseppe: fritte e al forno. La ricetta di quelle fritte è già sul blog, ma quelle al forno non le ho mai provate e quale occasione migliore di questa?

Ho provato un sacco di varianti, sia per la pasta che per la cottura, girando un po’ sul web, ma sono uscite tutte male. Ma per fortuna esistono i libri! Sfogliando un libro di mia madre sulla cucina napoletana, ho trovato una ricetta con una spiegazione meravigliosa sia per quanto riguarda l’impasto che la cottura e, infatti, sono uscite buonissime *-*

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