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Crostatine di gelsi bianchi

Il gelso è una pianta di origine cinese, portata in Italia da Marco Polo nel 1271. La pianta veniva utilizzata per la produzione della seta, infatti i bachi si nutrono delle foglie di quest’albero. Ci sono diverse leggende sull’arrivo della bachicoltura in Europa, ma quel che è certo è che l’Italia fu un grande produttore di seta fino alla fine delle due guerre mondiali. Alcuni paesi, infatti, sono riconoscibili come grandi produttori di seta grazie alla presenza di gelsi. Negli ultimi anni, questa pianta è però quasi scomparsa del tutto dalla conoscenza popolare, che infatti quasi la ignora. Io sono cresciuta con un albero di gelsi neri nel giardino, fino a quando non è stato tagliato 😦 quest’albero non ha mai dato nemmeno un frutto per tutta la mia infanzia, ma ricordo che il mio vicino ce ne regalava tantissimi, così non ne sentivo la mancanza! Anche questi mi sono stati regalati e ho deciso di farci delle crostatine 😀

crostatine gelsi (3)

Ingredienti: x6 crostatine

Per la pasta frolla:

  • 100 gr di farina 00
  • 50 gr di farina integrale
  • 1 uovo
  • 25 gr di zucchero bianco
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci

Per la marmellata di gelsi bianchi:

  • 200 gr di gelsi bianchi
  • 2 – 3 cucchiai di zucchero bianco
  • Acqua q.b.

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di riposo: 30 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti

Preparazione:

In una ciotola capiente, versate la farina, la farina integrale e lo zucchero. Tagliate a pezzi il burro a temperatura ambiente (toglietelo dal frigo almeno una mezz’ora prima di iniziare) e impastate insieme alla farina fino a quando non avrete un composto farinoso. Unite a questo punto l’uovo e il latte, poco alla volta (a seconda della farina che usate e di quanto avrete lavorato il burro, potrà servirne di meno o di più) e lavorate con le mani fino a quando l’impasto sarà diventato compatto (quando non si attaccherà più alle dita) e rendetelo un panetto. Avvolgetelo nella pellicola e poi in frigo per circa 30 minuti.

Nel frattempo preparate la marmellata di gelsi versando tutti gli ingredienti in un pentolino dal fondo spesso e, cuocendo a fiamma bassissima, mescolate sempre, fino a quando non avrete ottenuto un composto ben omogeneo. Nel caso nei vostri gelsi dovessero essere rimasti dei piccioli, potete passare la marmellata con passaverdure. Lasciate raffreddare e iniziate a preparare le crostatine!

Preriscaldare il forno a 180°.

Stendete la pasta con un mattarello e ritagliate tante formine rotonde che andrete a mettere negli stampini per le crostatine (se non li avete, potete utilizzare la teglia dei muffin, imburrata e infarinata). Farcite con una cucchiaiata colma di marmellata e andate avanti fino a finire tutta la marmellata. Create delle striscie per decorare le vostre crostatine e mettete in forno per circa 20 minuti in forno già caldo a 180°. Sfornate, lasciate raffreddare un po’ e servite!

crostatine gelsi (16)

-Ilaria-

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86 pensieri su “Crostatine di gelsi bianchi

  1. Ciao ragazze devono essere buonissime!!!! Posso approfittare per farvi una domanda? Come avete fatto ad aggiungere lo screen della traduzione, così uno quando si collega legge l’articolo in più lingue?

  2. Ricordo anche io il dolce sapore dei gelsi bianchi dell’albero di mio nonno, la festa che si faceva tra noi nipotini nell’andare a raccoglierli. Infatti la raccolta veniva fatta così: noi ragazzini reggevamo un vecchio lenzuolo e il nonno con un bastone percuoteva l’albero per far cadere i frutti maturi. Che bei ricordi, poi l’albero è stato abbattuto,purtroppo, per ampliare la casa….Le crostatine sembrano proprio buone!

  3. Che buoni i gelsi bianchi! Vorrei essere anch’io un baco per mangiarli tutto il giorno XD. Le crostatine sono bellissime, devono essere davvero buone!

  4. Ho anche io un ricordo dei gelsi, quando ero ragazzina, durante le vacanze estive andavamo tutti i giorni a fare il bagno al Tagliamento e ritornando a casa avevamo una fame nera e ci fermavamo a mangiare i gelsi da un albero sulla strada 🙂

  5. Non ho molta confidenza con le more di gelso, purtroppo, ma sono sicura che le crostatine sono deliziose :). Sapevi che Lodovico il Moro aveva quell’appellativo proprio per aver diffuso in Lombardia la coltura del gelso e, di conseguenza, l’allevamento dei bachi da seta?

                    1. Pensa che quello di mio marito, oltre a essere sudissimo, suona un po’ spagnolo, e lui si diverte un mondo a lasciare un po’ di incertezza (gli uomini, sempre bambini 😉

                    2. No purtroppo, c’è stato mio marito da ragazzo. Aveva una coppia di vecchi zii che non ho fatto in tempo conoscere. Della Campania conosco il Cilento, Napoli, Pompei, basta mi pare

                    3. Ne parlavo proprio ieri con un amico e diceva che Milano non gli piacerebbe come città da vivere, però per passare il tempo è perfetta! Io ci sono passata giusto per vedere il Duomo da piccola

  6. Io li conosco bene sia bianchi che neri e anche un altro tipo, c’e ancora un grosso albero qui davanti casa mia, ma a me personalmente non piacciono, tranne quelli neri neri che ti sporcano tanto. Belle le tue crostatine.

  7. Qui da me i gelsi sono morti da sè. In giro per la campagna però si riconoscono ancora le case dove allevavano i bachi da seta. Grandi costruzioni a più piani con tante finestre. Ne hanno ricavato anche abitazioni molto interessanti.

    1. No! Sapevo solo questa cosa dei bachi da seta perché mia madre dice che sua nonna le raccontava di quando prima della guerra faceva la seta… Chissà che faticaccia doveva esserci dietro 😦 infatti nel centro storico del mio paese c’è un bell’albero di gelsi! Un bacio a te ❤

  8. Sono proprio dei bei ricordi d’infanzia quelli che mi legano al gelso, ricordo che con mio nonno li andavamo spesso a raccogliere e mi piaceva mescolare quelli scuri da quelli bianchi perchè il cestino poi sembrava quasi una scacchiera…

      1. Bella la casetta! L’ho sempre desiderata da piccola (ma pure ora non mi dispiacerebbe..), essendo una bimba alta riuscivo ad arrivare ai rami, non ti dico le scorpacciate che facevo….
        A volte qualche frutto di quelli scuri mi tradiva perché lasciava delle macchie che neanche con tutta la candeggina del mondo se ne andavano dalle magliette…..

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