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Ultimo pesto del 2015: pestiamoci! – Il pesto delle coinquiline


Il pesto del tipico studente universitario giunge in casa sotto forma di vasetto in vetro preparato dalle mani di mammà oppure in forma plastica che arriva direttamente dal supermercato più vicino. ‘Na figata, no? Eppure stavolta abbiam fatto le cose in grande, sì, perchè stavolta l’ho fatto io assieme a mammà, perchè bisogna imparare a farlo per le future generazioni che andranno via di casa e avranno bisogno di pesto! Pestiamoci tutti con un delizioso resoconto sul pesto, una ricetta sul pesto e delle pestose curiosità sul pesto (per la parola pesto dovrò pagare un mucchio di soldi).

-Ilaria-

Il nome.

Il nome Basilico deriva dal latino medievale Basilicum, che a sua volta deriva dal greco antico Basilikon, dalla parola basileus, re. Infatti, il significato dovrebbe essere più o meno “regale, maestoso”. Non sappiamo esattamente da dove derivi la parola, forse dall’Hindi, dove aveva lo stesso significato greco di re. Un altro particolare significato potrebbe essere legato al mitologico basilisco (un serpente mitologico e velenosissimo) del quale dovrebbe essere l’antidoto al suddetto veleno.

Origini.

Il basilico è una pianta selvatica asiatica, diffusasi in Europa grazie agli scambi commerciali e, soprattutto, grazie alle conquiste effettuate da Alessandro Magno. In Italia, patria del pesto, il basilico arriva solo nel 350 a.C., mentre in Asia era già conosciuto per le sue proprietà mediche e culinarie.

La ricetta originale del pesto.

  • Foglie di basilico di Pra’ giovani (quelle più piccole). Il basilico adatto proviene tradizionalmente dalle coltivazioni poste sulle alture di Pra’, un quartiere di Genova. Questo basilico gode attualmente della denominazione di origine protetta (DOP) e per le sue qualità è l’unico basilico che rende possibile la realizzazione del Pesto;
  • Olio extra vergine di oliva della Riviera Ligure. L’olio prodotto in Liguria è tipicamente delicato (non “pizzica” e non “attacca in gola”) non molto fruttato e per le sue qualità è a denominazione di origine protetta (DOP);
  • Pinoli italiani;
  • Parmigiano-Reggiano;
  • Fiore Sardo;
  • Aglio di Vessalico (località nell’imperiese);
  • Sale marino grosso.

Tradizionalmente si utilizza il mortaio e il pestello e si pesta il tutto, da qui il nome “pesto”. L’olio viene aggiunto per dare cremosità al pesto e per renderlo più omogeneo.

pesto (7)

La ricetta da coinquiline.

Ebbè, ovviamente ora giochiamo fuori casa, quindi non ci linciate, oh genovesi che leggerete l’articolo!

  • Foglie di basilico genovese (almeno due piantine)
  • olio evo q.b.
  • 40 gr di pinoli
  • 20 gr di noci già sgusciate
  • 50 gr di mandorle già sgusciate e pelate
  • una manciata di sale fino
  • parmigiano reggiano grattugiato q.b.
  • pecorino grattugiato q.b.
  • 3 spicchi d’aglio piccoli

Il pesto si fa un po’ a gusto personale, a detta di mia madre. In questo caso posso darle ragione, perchè lo mangiamo noi e quindi deve piacerci! A casa possediamo anche un mortaio in marmo e un pestello in legno come vuole la tradizione, ma dovevamo fare un bel po’ di pesto, quindi siamo ricorse a metodi molto più sbrigativi!

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In un robot da cucina (o nel bicchiere del frullatore ad immersione), versate le foglie di basilico ben lavate e asciugate con un panno, l’aglio, i pinoli, le noci e le mandorle.

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Aggiungete 3-4 cucchiai di olio e lavorate fino a sminuzzare grossolanamente tutti gli ingredienti. Unite il sale e i formaggi. Se il composto vi sembra poco cremoso, versate altro olio e continuate a frullare il tutto fino ad ottenere una sorta di crema. Assaggiate con un cucchiaino e aggiungete formaggio o olio a seconda del vostro gusto personale.

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Consigli per il trasporto e la conservazione del pesto.

Ovviamente qui si tratta di pesto che dovrà viaggiare… Dovrà stare in valigia per qualche ora, quindi ecco qualche piccolo trucco se volete conservarlo a casa per molto tempo oppure se il vostro pesto dovrà viaggiare.

Prima di tutto, potete utilizzare dei barattolini per omogeneizzati e riempirli con 3 cucchiaite colme di pesto, richiuderli e poi metterli a bollire in una pentola piena d’acqua coperta per circa 20 minuti (non dovrete metterli dopo la bollitura, ma appena versata l’acqua). Con questo metodo il barattolo creerà un sottovuoto e potrete congelarlo (ovviamente una volta raffreddato per bene!) oppure portarlo in giro in valigia 😀

pesto (5)

E voi come lo preparate il pesto? Metodo classico o avete qualche vostro trucco? E per la conservazione? Dateci tante idee, le sperimenteremo appena ci sarà di nuovo il basilico!

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20 pensieri su “Ultimo pesto del 2015: pestiamoci! – Il pesto delle coinquiline

  1. Pingback: Frittata al pesto
  2. Buona la vostra versione. Io lo faccio con ingredienti emiliani e non metto il pecorino. Qualche pezzettino di ghiaccio per non farlo scurire, per il consumo immediato però. Voglio provare anche io a sterilizzare, mi sembra un’ottima idea.

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