Digressione

IL GELATO!


Un paio di giorni fa, dopo un esame, ho deciso assieme a degli amici di pranzare con un bel gelato fresco 😀 mentre aspettavamo il nostro turno, abbiamo iniziato a farci delle domande abbastanza semi-serio/semi-sceme: ma chi lo ha inventato il gelato? Dov’è nato? Quando? Quindi eccovi un NOIOSISSIMO articolo su vita, morte e miracoli del nostro dolce più fresco: il gelato!

-Ilaria-

gelateriarobertoIl gelato.

Il gelato nasce come artigianale, ovvero fatto in piccole quantità e caratterizzato per l’utilizzo di materie freshe di alta qualità (almeno si spera XD). Per fare un buon gelato vi dovrà essere un corretto bilanciamento dei vari ingredienti.

La preparazione del gelato avviene mediante l’uso di apposite macchine che consentono la gestione delle varie fasi. L’Italia è l’unica nazione al mondo dove il gelato artigianale copre il 55% del mercato. Oltre alle numerose piccole gelaterie artigianali esistono catene di locali in franchising. Negli ultimi anni, l’aumento di allergie, intolleranze alimentari e celiachia, ha favorito la diffusione di gusti vegetali senza glutine e soprattutto senza lattosio (usando latte di riso o di soia), o a base d’acqua (frutta).

Chi?gelato-artigianale

La storia del gelato è molto lunga, ma possiamo dire che il gelato come oggi lo conosciamo nasce nel 1686 in Sicilia. Un cuoco siciliano, Francesco Procopio dei Coltelli, riuscì a realizzare la prima miscela perfetta per confezionare il gelato. Riuscì addirittura a creare una macchina apposita per la preparazione del gelato e ad aprire un locale a Parigi, il Café Procope. Diventò, ovviamente, uno dei locali più conosciuti e apprezzati della capitale francese e attirò moltissimi volti noti della vita francese.

Ovviamente questo non è il solo nome che appare sui libri di storia gelatosi, anche a Firenze, secondo altri studiosi, il primo mastro gelataio fu Ruggeri di Firenze che propose il nuovo fresco dolce grazie a un preparato di panna, zabaione e frutta. Egli avrebbe preparato il gelato in occasione delle nozze di Caterina de’ Medici ed Enrico d’Orleans.

A commercializzare, invece, il gelato in Italia fu Domenico Pepino, gelataio nato a Napoli che nel 1884 aprì la gelateria “Pepino” a Torino, alla quale va il merito di aver diffuso il gelato a livello popolare.

come-decorare-il-gelato-artigianale_0a582d646267fcd9d1d63dc2bf88b79d“Archeologia” del gelato.

Prima dell’invenzione della macchina del gelato, ovviamente era possibile mangiare il ghiaccio solo se conservato adeguatamente o andandolo a prendere in alta montagna. Quindi cosa si faceva prima dell’invenzione del gelato?

In Cina, intorno al 2000 a. C., nasce un antenato del gelato: era preparato con riso stracotto, spezie e latte; il tutto veniva poi introdotto nella neve perché si solidificasse. Successivamente nacquero anche dolci a base di succhi di frutta ghiacciati, con o senza latte. Nel XII secolo, per le strade di Pechino, era possibile acquistare questi ghiaccioli, i quali vennero importati poi, nel ‘300, da un nostro connazionale: Marco Polo.

Ma gli italiani non stavano certo in paciolle: in Sicilia, durante la dominazione araba e, precisamente nel IX secolo, venne importata la coltivazione della canna da zucchero, ingrediente principale nella preparazione del sorbetto arabo. I sorbetti venivano raffreddati attraverso il processo endotermico provocato dall’aggiunta di sali nel ghiaccio: questo era il modo di congelare i sorbetti, ponendoli in recipienti circondati da ghiaccio e sale. Questa tradizione fu importata anche in Sicilia dove alcuni ritrovamenti testimoniano l’esistenza di ghiacciaie sull’appennino siciliano: fosse naturali o costruzioni dell’uomo servivano a conservare la neve durante il periodo invernale per poi essere venduta in blocchi durante le stagioni primaverile ed estiva.

Oltre che in Sicilia, anche in Sardegna nacquero prodotti come la carapigna, ottenuto dalla miscela di acqua, zucchero e limone, che ha origine con l’industria del ghiaccio intorno al 1600 in epoca spagnola.

Il cono. Gelato-cono

Nasce nel 1903, ad opera di Italo Marchioni, un abitante della provincia di Belluno che creò il contenitore fatto di cialda con la parte aprte verso l’ato da riempire di gelato contribuendo con questa innovazione ad incrementare la popolarità e la diffusione del gelato italiano. Prima del 1912 i coni venivano arrotolati rigorosamente a mani: in quell’anno, infatti, l’americano Frederick Bruckman brevettò una macchina per arrotolare la sfoglia, ponendo le basi per la produzione industriale.

gelato2La diffusione del gelato.

In Italia, dunque, la prima gelateria fu aperta a Torino. Ma esistevano già da tempo i carrettini ambulanti, che vendevano il gelato in ogni angolo delle città. I più famosi erano nel bellunese (dove infatti è stato creato il cono!) e, una volta che fu affermata la presenza delle gelaterie, iniziarono a spostarsi in tutta Europa, diffondendo il gelato italiano ovunque nel mondo! In Inghilterra e negli Usa, infatti, questi carrettini venivano chiamati “hokey-pokey”, traslitterazione dell’italiano “Ecco un poco”.

La prima gelateria in America venne aperta nel 1800 da un immigrato italiano, Giovanni Bosio: si chiamava Ice Cream House e si trovava in Pennsylvania.

Il gelato da cui è partito tutto. gelato pizza

Non nel senso storico, ma nel senso della nostra curiosità. Per fare un po’ di pubblicità, questo gelato si trova a Napoli, da Casa Infante, negozio gestito da Leopoldo Infante. Il gusto in questione dal quale volevamo partire, ma con il quale, invece, terminiamo l’articolo, è quello a Pizza Napoletana. Strano eh? In realtà in giro ci sono altri gusti simili, ma questo è particolare per un motivo: è stato creato con la complicità di Gino Sorbillo, uno dei pizzaioli più famosi della città.

In altre parti del mondo sicuramente qualcuno avrà fatto il Gelato Pizza, ma questo è sicuramente diverso per la grande qualità degli ingredienti: gelato al fiordilatte di Vico Equense, confettura di pomodoro San Marzano Dop (Presidio Slow Food), sbriciolata di pizza napoletana fatta con Farina di Agricoltura Biologica cotta a legna e polvere di basilico campano liofilizzato.

Il gelato era davvero buonissimo e particolare e vi consigliamo, se vi trovate in giro per Via Toledo o su al Vomero, di fare una capatina da Casa Infante e richiedere questo gusto: non ve ne pentirete 😉

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